L'Assegno Unico e Universale spetta per ogni figlio a carico e il suo importo dipende quasi interamente dall'ISEE. Nel 2026 importi e soglie sono stati adeguati, ma la logica del calcolo non cambia.
Da quanto a quanto
Per ogni figlio minorenne a carico l'importo varia da un minimo di 58,30 euro a un massimo di 203,80 euro al mese. L'importo massimo spetta ai nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro; oltre 46.582,71 euro, o in assenza di ISEE, si scende all'importo minimo.
Tra le due soglie l'importo decresce in modo graduale: non ci sono scalini bruschi, ma una riduzione progressiva al crescere dell'indicatore.
| Situazione ISEE | Importo mensile per figlio |
|---|---|
| Fino a 17.468,51 € | 203,80 € |
| Tra le due soglie | decrescente |
| Oltre 46.582,71 € o senza ISEE | 58,30 € |
L'adeguamento 2026
L'aggiornamento deriva dalla rivalutazione ISTAT dell'1,4 per cento, applicata sia agli importi sia alle soglie previste dal decreto istitutivo. L'effetto è un ritocco verso l'alto di entrambi, non una riforma della misura.
Le maggiorazioni
All'importo base possono aggiungersi diverse maggiorazioni:
- famiglie con almeno tre figli e ISEE fino a 46.582,71 euro: aumento del 50 per cento per i figli di età compresa tra uno e tre anni;
- famiglie con almeno quattro figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per il nucleo;
- figli con disabilità sotto i 21 anni: da 99,10 euro per disabilità media fino a 122,30 euro mensili in caso di non autosufficienza;
Perché a marzo l'importo può ridursi
Senza ISEE aggiornato l'assegno scende automaticamente all'importo minimo.
L'ISEE va rinnovato ogni anno e, in assenza di una DSU valida entro i termini, l'INPS eroga l'importo minimo a prescindere dalla situazione reale del nucleo. È un caso di riduzione improvvisa che non dipende da un errore di calcolo.
Il recupero è possibile: presentando l'ISEE entro il 30 giugno, gli arretrati spettanti vengono ricalcolati e corrisposti. Oltre quel termine, gli importi pieni decorrono dal mese successivo alla presentazione, senza recupero dei mesi precedenti.
La domanda
La domanda si presenta una sola volta e prosegue automaticamente negli anni successivi, salvo variazioni. Restano a carico del richiedente le comunicazioni di cambiamento: nascita di un figlio, modifica della composizione del nucleo, variazione dell'IBAN o della situazione di affidamento.
Il rinnovo annuale riguarda quindi l'ISEE, non la domanda. È una distinzione che conviene tenere presente, perché la prosecuzione automatica dell'assegno induce a pensare che non serva fare nulla.
I figli maggiorenni
L'assegno non si ferma ai 18 anni. Per i figli maggiorenni fino ai 21 anni spetta un importo ridotto, subordinato però a condizioni che non si applicano ai minori: frequenza di un corso di formazione scolastica o professionale, di un corso di laurea, svolgimento di un tirocinio o di un'attività lavorativa con reddito complessivo inferiore alla soglia prevista, oppure registrazione come disoccupato presso i servizi per l'impiego.
Per i figli con disabilità non è previsto alcun limite di età, e la maggiorazione collegata resta riconosciuta secondo il grado accertato.
Il passaggio alla maggiore età non è gestito in automatico sotto ogni profilo: al compimento dei 18 anni il figlio può chiedere che l'assegno gli venga corrisposto direttamente, anziché al genitore richiedente.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative. Non costituisce consulenza legale, fiscale, previdenziale o finanziaria, non rappresenta un ente pubblico e non è una comunicazione ufficiale di INPS, di un Comune o di altra amministrazione. Importi, requisiti, soglie e scadenze citati si riferiscono alla data indicata e possono cambiare. Verifica sempre le informazioni sui canali ufficiali prima di qualsiasi domanda o adempimento.
