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Rubrica Famiglia
Voce N° 03
Aggiornato al 04.09.2026
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Bonus mamme 2026: 60 euro al mese, pagati a dicembre

L'importo sale da 40 a 60 euro mensili, fino a 720 euro l'anno. Ma il pagamento non è automatico: senza domanda all'INPS non arriva nulla.

Illustrazione in bicromia
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Famiglia

Il Bonus mamme è una somma riconosciuta ad alcune lavoratrici madri, calcolata sui mesi di attività lavorativa svolta nell'anno. Per il 2026 l'importo aumenta, ma le condizioni restano selettive.

Quanto spetta

L'importo passa da 40 euro mensili del 2025 a 60 euro per il 2026. La somma è riconosciuta per ogni mese o frazione di mese di attività lavorativa che dà diritto al beneficio, con le limitazioni previste dalla legge. Su dodici mesi il massimo teorico è quindi di 720 euro.

VoceValore 2026
Importo mensile60 €
Importo mensile 202540 €
Massimo su base annua720 €
Limite di reddito da lavoro40.000 €

Chi può riceverlo

La misura riguarda le lavoratrici dipendenti, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, e le lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie. Il reddito da lavoro non deve superare 40.000 euro su base annua.

Il requisito sui figli distingue due situazioni:

  • con due figli, il diritto spetta fino al mese del compimento del decimo anno del secondo figlio;
  • con più di due figli, fino al mese del compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo, ma solo al di fuori del lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Più di due figli: la regola che esclude il bonus

Per le madri con tre o più figli il contributo da 60 euro non spetta per i mesi in cui il reddito deriva da un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Per quei mesi opera una misura diversa, non il bonus.

In quel caso si applica infatti l'esonero contributivo IVS, riconosciuto al 100 per cento nel limite di 3.000 euro annui alle lavoratrici madri con almeno tre figli titolari di un contratto a tempo indeterminato. Le due misure non sono cumulabili: in presenza dei requisiti per l'esonero si applica l'esonero, e il contributo economico non viene riconosciuto.

La distinzione conta nella pratica. Una madre con tre figli e contratto a tempo indeterminato non riceve il pagamento di dicembre, perché il beneficio le arriva mese per mese in busta paga sotto forma di minori contributi a suo carico.

Quando viene pagato

Per le mensilità maturate da gennaio a novembre il pagamento avviene in un'unica soluzione con la liquidazione della mensilità di dicembre 2026. Non si tratta quindi di un importo distribuito mese per mese in busta paga.

Il punto che fa perdere il bonus

Il riconoscimento non è d'ufficio: serve una domanda all'INPS.

È la differenza pratica più rilevante rispetto ad altre misure. Chi rispetta tutti i requisiti ma non presenta domanda non riceve nulla, e il beneficio non viene recuperato automaticamente in seguito.

Le finestre e le modalità di presentazione vengono comunicate dall'INPS sul proprio portale, ed è lì che conviene verificarle piuttosto che affidarsi a ricostruzioni indirette.

Cosa controllare

Prima di dare per acquisito il diritto vale la pena verificare quattro elementi: che il rapporto di lavoro rientri tra quelli previsti, che con tre o più figli non si tratti di un contratto a tempo indeterminato, che il reddito da lavoro dell'anno resti entro la soglia, e che l'età dei figli sia compatibile con la finestra applicabile.

Se uno dei quattro non regge, la domanda non produce effetti. Se reggono tutti e quattro, resta comunque necessaria per ottenere il pagamento.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative. Non costituisce consulenza legale, fiscale, previdenziale o finanziaria, non rappresenta un ente pubblico e non è una comunicazione ufficiale di INPS, di un Comune o di altra amministrazione. Importi, requisiti, soglie e scadenze citati si riferiscono alla data indicata e possono cambiare. Verifica sempre le informazioni sui canali ufficiali prima di qualsiasi domanda o adempimento.

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