Dal 1° gennaio 2026 è in vigore un nuovo modo di calcolare l'ISEE, più favorevole ai nuclei con figli e ai proprietari dell'abitazione in cui vivono. La novità è reale, ma il suo perimetro è più stretto di quanto lasciano intendere molte sintesi.
Non è il nuovo ISEE per tutto
Il nuovo calcolo non sostituisce l'ISEE ordinario: è un indicatore distinto, che vale solo per cinque prestazioni.
Si chiama ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione e si applica esclusivamente a:
- Assegno di Inclusione (ADI);
- Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL);
- Assegno Unico e Universale per i figli a carico;
- Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione;
- Bonus nuovi nati.
Per ogni altra misura che utilizza l'ISEE, comprese le agevolazioni comunali, le tariffe, le borse di studio e i contributi che non rientrano nell'elenco, continua a valere l'ISEE ordinario con le regole di calcolo precedenti. Un ISEE più basso ottenuto per l'Assegno Unico non si estende automaticamente a una domanda presentata altrove.
Cosa cambia nel calcolo
All'interno di quel perimetro, la modifica principale riguarda l'abitazione principale. La soglia di esclusione del valore della casa di residenza dal patrimonio immobiliare sale a 91.500 euro, con un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Per i residenti nei Comuni capoluogo di città metropolitane la franchigia è innalzata a 120.000 euro.
| Situazione | Franchigia prima casa |
|---|---|
| Regola generale | 91.500 € |
| Per ogni figlio convivente oltre il primo | +2.500 € |
| Residenti in Comuni capoluogo di città metropolitane | 120.000 € |
Cambia inoltre la scala di equivalenza, il coefficiente che rapporta la situazione economica alla numerosità del nucleo: viene introdotta per la prima volta una maggiorazione per i nuclei con due figli, mentre le altre maggiorazioni già previste aumentano di 0,05 punti. A parità di redditi e patrimoni, un coefficiente più alto produce un indicatore più basso.
Le domande già presentate
Per le domande di ADI, SFL, Bonus nuovi nati e Bonus asilo nido riferite all'ISEE 2026 che avrebbero esito negativo sulla base dell'ISEE ordinario disponibile, è prevista una sospensione temporanea anziché il rigetto immediato, in attesa che sia disponibile il nuovo indicatore, che può determinare un esito diverso.
Per l'Assegno Unico, gli importi di gennaio e febbraio 2026 sono stati determinati sulla base dell'ISEE valido al 31 dicembre 2025: il nuovo calcolo non ha inciso sui primi due mesi dell'anno.
La scadenza di fine anno
Resta invariata la regola di validità, che vale per entrambi gli indicatori. Una DSU presentata nel 2026 produce un'attestazione valida fino al 31 dicembre 2026, qualunque sia il mese di presentazione: non vale un anno dalla richiesta.
Dal 1° gennaio 2027 serve quindi una nuova DSU. Chi conta su misure legate all'ISEE nei primi mesi dell'anno ha interesse a muoversi presto, perché nella maggior parte dei casi gli importi pieni decorrono dalla presentazione e non vengono recuperati a ritroso oltre i termini previsti.
ISEE precompilato o tradizionale
La DSU può essere presentata in modalità precompilata, con i dati di redditi e patrimoni già inseriti dall'INPS e dall'Agenzia delle Entrate, oppure in modalità tradizionale tramite CAF o patronato.
La precompilata richiede le credenziali di accesso e le deleghe dei componenti maggiorenni del nucleo. La modalità tradizionale non richiede deleghe digitali ma comporta la raccolta manuale della documentazione. In entrambi i casi il risultato è la stessa attestazione.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative. Non costituisce consulenza legale, fiscale, previdenziale o finanziaria, non rappresenta un ente pubblico e non è una comunicazione ufficiale di INPS, di un Comune o di altra amministrazione. Importi, requisiti, soglie e scadenze citati si riferiscono alla data indicata e possono cambiare. Verifica sempre le informazioni sui canali ufficiali prima di qualsiasi domanda o adempimento.
